ARS ELECTRONICA – Welcome to Planet B

Settembre per me vuol dire Ars Electronica!

Dal 1979 ogni anno nella città austriaca di Linz si svolge il festival Ars Electronica: un evento dedicato all’arte, alle tecnologie e al loro impatto sulla società. Per me è un appuntamento imperdibile a cui cerco di non mancare perchè oltre a offrirmi spunti interessanti per il mio lavoro, mi dà la possibilità di rivedere vecchi amici e vivere intensamente gli ultimi scampoli di vacanze estive. Il festival si svolge in diverse location della città, il cui cuore da un paio d’anni è rappresentato dal campus della JKU, l’università intestata all’astronomo Johannes Kepler. Gli edifici che circondano il caratteristico stagno centrale sono tutto un brulicare di mostre e attività inerenti all’evento.

Il titolo di questa edizione è “Welcome to Planet B”, un tema che invita a riflettere sul presente e sui cambiamenti che dovremmo affrontare per la salvaguardia del nostro pianeta in un’epoca di evasione nei mondi virtuali e di proposte di colonizzazione spaziale. Il pianeta B non è la seconda possibilità per un altro posto dove possiamo continuare come prima, bensì rappresenta un’opportunità per una nuova convivenza con gli ecosistemi unici e con gli esseri umani su questo pianeta. Un cambiamento di rotta è possibile ma solo se cambiamo come società, e se siamo d’accordo a livello globale su un modo diverso di vivere nonostante le tante imponderabili incognite.

https://ars.electronica.art/planetb/en/

Di seguito una selezione di opere che mi hanno emozionata e che mi hanno fatto riflettere.

"Being" - Rashaad Newsome
“Being” – Rashaad Newsome

Rashaad Newsome ha dato vita a “Being”, un’intelligenza artificiale umanoide nonbinary e non-race in grado di interpretare più ruoli utilizzando una combinazione di animazione 3D e machine-learning. Being conduce workshop che guidano i partecipanti ad analizzare l’impatto della cultura del dominio sulle loro vite e inducono a cercare soluzioni per un cambiamento positivo. Inoltre, la sera Being è protagonista di performance live che esplorano la cultura delle sale da ballo di Harlem di fine anni ‘70, interpretando il Voguing come un evento filosofico di risveglio spirituale e un progetto politico. L’opera si pone come una rivisitazione della figura culturale del Griot dell’Africa Occidentale, la cui complessa arte si basa su un uso poliedrico della narrazione. Egli funge da poeta depositario della tradizione orale degli avi, artista performativo e guaritore; a questa figura si attribuisce un senso magico. Quest’opera si è aggiudicata il Golden Nica nella categoria Computer Animation, in questa edizione del festival.

https://beingthedigitalgriot.com/

"Samsara" - Hsin Chien Huang
“Samsara” – Hsin Chien Huang

“Samsara” di Hsin-Chien Huang è il racconto di un viaggio che abbraccia milioni di anni, un’esperienza interattiva in VR talmente intensa da assorbire completamente lo spettatore e lasciarlo senza fiato grazie alle immagini spettacolari. In un futuro prossimo in cui si sono esaurite le risorse sulla Terra e le guerre per accaparrarsi gli ultimi mezzi di sostentamento ci conducono verso la distruzione globale, ci si ritrova a essere l’ultimo rappresentante dell’umanità, costretto a lasciare il nostro pianeta per trovare una nuova casa. Durante questa ricerca si attraversano diversi stadi, i sei mondi della Ruota dell’esistenza buddista, e ci si reincarna in persone e creature diverse alla ricerca della trascendenza finale. Tuttavia alla fine di questo viaggio ci rendiamo conto che l’evoluzione costante, così come il progresso, senza avanzamento spirituale non è altro che un anello di Möbius che non porta da nessuna parte.

https://hsinchienhuang.com/pix/_3artworks/i_samsara/p0.php?lang=en

"Featherfall" - Total Refusal
“Featherfall” – Total Refusal

In generale non tengo segreta la mia passione per i videogame e ho molto apprezzato le varie opere esposte del collettivo Total Refusal. La loro pratica consiste nell’appropriazione degli spazi di gioco digitali per destinarli a un nuovo uso, il gameplay previsto viene messo da parte per dedicare queste risorse a nuove narrazioni. Fra i progetti, “Featherfall” si lega all’incubo archetipico di “cadere” e cadere senza mai atterrare è un’esperienza che esiste nei videogiochi sotto forma di un glitch, visto in questo caso come un incubo digitale. Il video mostra immagini catturate da videogiochi in cui, a causa di un errore, l’avatar cade sotto la superficie nello spazio vuoto e non programmato. L’opera si basa su una ricerca nei forum online in cui i videogiocatori si scambiano le esperienze dei loro sogni. I mondi onirici e di gioco possono avvicinarsi nella psiche degli utenti e possono svilupparsi dei feedback tra le due realtà alternative.

https://totalrefusal.com/home/featherfall

"Maihime" - Shota Yamauchi
“Maihime” – Shota Yamauchi

Ho trovato molto poetica la performance “Maihime” di Shota Yamauchi, che si è svolta nel parco della JKU. L’opera racconta una storia d’amore tra uomo e tecnologia, l’uno rappresentato da una danzatrice che indossa un capo di latex e la seconda impersonificata da un gorilla che indossa la pelle di un essere umano. Alcuni cavi elettrici collegano la performer con lo schermo dentro il quale appare la figura del primate, i movimenti dei loro corpi sono sincronizzati mentre i loro sguardi si incrociano. Si ha l’impressione che i due protagonisti cerchino di diventare un tutt’uno attraverso la tuta semitrasparente che ricorda la pelle, come se la parte tecnologica aspirasse a un’umanizzazione e l’umana anelasse alla perfezione macchinica. La rappresentazione di questo rapporto simbiotico di dipendenza apre una nuova prospettiva sul legame tra i due mondi.

https://ars.electronica.art/planetb/en/maihime/

"Living Dead - On the Trail of a Female" - Laura Cinti
“Living Dead – On the Trail of a Female” – Laura Cinti

Un’altra opera che è stata in grado di raccontarmi una storia toccante è “Living Dead – On the Trail of a Female” di Laura Cinti. Si tratta della storia di una delle piante più rare sulla Terra, l’Encephalartos woodii, che purtroppo non è più esistente in natura. Un esemplare maschio, trovato nel 1895 nella foresta di Ngoye in Sud Africa, è stato rimosso dal suo habitat e da esso sono stati creati dei cloni poi distribuiti in vari giardini botanici di tutto il mondo. Numerose spedizioni nella stessa foresta hanno cercato un altro esemplare possibilmente femmina, per salvare la pianta dall’estinzione, purtroppo finora senza successo. In mostra è possibile osservare le suggestive riprese del territorio ad opera di aerei con equipaggio e droni alla ricerca dello sfuggente esemplare femminile. Questa storia illustra quanto sia facile perdere una specie e una biodiversità — la ricerca continua…

https://www.c-lab.co.uk/projects/living_dead

"Synthetic Messenger" - Tega Brain and Sam Lavigne
“Synthetic Messenger” – Tega Brain and Sam Lavigne

Fra le varie opere rivolte all’emergenza del cambiamento climatico “Synthetic Messenger” di Tega Brain e Sam Lavigne pone l’interrogativo se non sia possibile considerare i media stessi una forma di ingegneria climatica. Nel nostro panorama mediatico, dominato dagli algoritmi, le notizie aumentano di valore perché le visualizzazioni di pagina e i click sugli annunci influenzano gli argomenti che verranno riportati in futuro. Nei monitor in mostra scorrono le immagini di un infinito “scroll and click” in diverse pagine web, il suono delle due parole pronunciate in sequenza è un mantra incessante. Ogni giorno Internet viene setacciato alla ricerca di notizie sui cambiamenti climatici e cento bot visitano tutti gli articoli che trovano, facendo clic su ogni annuncio. Il bot gonfia artificialmente il valore delle notizie sul clima, operando una manipolazione rispettosa dei sistemi algoritmici che modellano oggi le nostre narrazioni.

http://syntheticmessenger.labr.io/#about

"Ecolalia" - Klaus Spiess, Ulla Rauter, Emanuel Gollob, Rotraud Kern
“Ecolalia” – Klaus Spiess, Ulla Rauter, Emanuel Gollob, Rotraud Kern

È previsto che entro il 2100, un terzo delle specie biologiche e nove decimi delle lingue saranno scomparsi, sul filo di questa considerazione Klaus Spiess, Ulla Rauter, Emanuel Gollob, Rotraud Kern hanno realizzato “Ecolalia”. L’installazione illustra il complesso equilibrio tra il nostro linguaggio e le esigenze della nostra flora orale, condizionando in tempo reale i batteri. Per fare questo le emissioni vocali del pubblico, o di un performer, vengono catturate da un microfono e ridotte alla sola ossatura, alla loro struttura fonetica. Quando si canta o si geme i microbi sono stimolati a crescere, mentre parlando si sottopongono i microbi a un logoramento e alla conseguente morte; in questo modo è possibile sintonizzare visivamente e acusticamente i suoni vocali con la vita e la morte della fragile flora orale. Sperimentando l’opera abbiamo la possibilità di diventare co-autori bilingue del post-antropocene, scoprendo nella riproduzione microbica e nella morte come tale una fonte di poesia che tratta di estinzione e scomparsa.

https://ars.electronica.art/planetb/en/ecolalia/

“730 Hours of Violence” - Domestic Data Streamers Studio
“730 Hours of Violence” – Domestic Data Streamers Studio

Anche se ci sarebbe ancora tanto da raccontare, cito un ultimo progetto: “730 Hours of Violence” di Domestic Data Streamers Studio. Si tratta di un allestimento che riguarda i nuovi paradigmi della violenza. Fra i lavori che ne fanno parte, “Slow violence” riguarda una forma di violenza nascosta che riguarda le catastrofi ambientali che si svolgono lentamente. I fatberg sono una massa di rifiuti simile a una roccia formata da una combinazione di solidi non biodegradabili, prodotta silenziosamente da tutti noi, che si trova nelle fogne di ogni grande città. Alcuni di essi sono enormi: quello di Whitechapel a Londra pesava 130 tonnellate e misurava 250 metri; in mostra è possibile vedere una rappresentazione di alcuni componenti di questo fatberg, che si è trasformato in una massa marrone che vive sotto di noi crescendo all’infinito.

Un altro progetto, “Hostile architecture”, racconta una forma di violenza soft che utilizza elementi dell’ambiente costruito per limitare i comportamenti al fine di “prevenire la criminalità” e “proteggere la proprietà”, spesso prendendo di mira le persone che fanno affidamento sullo spazio pubblico più di altre: i senzatetto. Esposte ci sono cinque sedie inutilizzabili, ispirate da esempi di architettura ostile delle strade di Barcellona per impedire di dormire per strada. I senzatetto possono essere visti come un “disturbo” della “normale” vita quotidiana, e il tentativo di cancellarli contribuisce a costituire lo spazio pubblico come oggetto di consumo.

https://730hours.com/

Nei prossimi post scriverò qualche altra impressione riguardo questa edizione di Ars Electronica, per oggi è tutto.

Tiziana Gemin

altre immagini dell’evento: https://www.instagram.com/ars_r_us/